18 Febbraio 2017

18 Febbraio 2017

Sabato abbiamo avuto la nostra seconda gita dell’ anno: ci siamo recati (in pullman e qualcuno con l’ auto) nella cittadina aretina di Sansepolcro, patria di Piero della Francesca. Anche questa volta siamo stati graziati ed abbiamo goduto di una bellissima giornata, freddina ma già con qualche accenno primaverile.

Nostra prima meta è stato [Aboca Museum, unico e originale Museo delle Erbe, che recupera e tramanda la storia del millenario rapporto tra l’uomo e le piante.

Un percorso che si snoda, attraverso le sale, nella prestigiosa sede rinascimentale, con suggestive e fedeli ricostruzioni di antichi laboratori e con fonti del passato:
preziosi erbari, libri di botanica farmaceutica, antichi mortai, ceramiche e vetrerie.

La mattina è proseguita con la visita alle bellezze della cittadina, accompagnati dal presidente del Rotary Sansepolcro e concludendo con la fiera mensile del Mercatale in piazza del Duomo

La conviviale, in interclub con gli amici rotariani, si è svolta, in una piacevole atmosfera, consumando un buon pranzo, preparato con prodotti biologici, nel ristorante gestito dai titolari di Aboca che ci hanno riservato una ottima accoglienza.

A fine pranzo siamo andati a visitare al Museo Civico la mostra appena inaugurata Nel segno di Roberto Longhi. Piero della Francesca e Caravaggio” allestita dalla Fondazione Longhi che presenta un inedito accostamento tra i due grandi artisti che potrebbe sembrare azzardato se non visti appunto nel “segno di Roberto Longhi” entrambi da Lui studiati e “riscoperti” già dai primi suoi anni formativi.

Nel corso della visita abbiamo potuto osservare anche un affresco di anonimo, staccato dal/a Badia di Gricignano, raffigurante San Sebastiano di recente attribuito, da Sgarbi, a Piero della Francesca in una querelle con la Sovrintendenza che invita a
cautela.

Rispettando perfettamente gli orari del programma alle 16,30 siamo ripartiti con una piccola deviazione che ci ha portato ad Anghiari dandoci modo di apprezzarla dal pullman con una stupenda luce, in un tramonto con i colori di fine inverno, come solo le nostre terre sanno donare.

a cura di Carlo